L’esigenza espressa dalle imprese italiane non si limita a quadri normativi chiari per incoraggiare gli investimenti ma si estende soprattutto a colmare la mancanza di manodopera specializzata. Non solo una Transizione 5.0 che rappresenti certezze, ma soprattutto misure per sostenere la formazione continua. Si tratta di centinaia di migliaia di posti di lavoro scoperti a causa dell’assenza di competenze. Le imprese più che mai hanno bisogno di strumenti come il fondo nuove competenze.
Formazione continua per stare al passo con un mercato del lavoro in costante evoluzione
Le mutevoli condizioni del mercato del lavoro richiedono un adeguamento continuo e costante delle competenze dei lavoratori. Il Fondo Nuove Competenze sostiene l’innalzamento del livello del capitale umano nell’ambito ecologico e digitale con un contributo a rimborso del costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori. Grazie al rifinanziamento di 731 milioni di euro, il FNC giunge alla terza edizione nel 2025 assumendo la nuova denominazione “competenze per le innovazioni” e ponendosi l’obiettivo di migliorare le competenze e le specializzazioni del personale nell’ambito ecologico e digitale.
Chi sono i beneficiari?
Possono presentare istanza di ammissione ai contributi i sistemi formativi, le filiere formative e tutti i singoli datori di lavoro che abbiano sottoscritto accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, finalizzati a percorsi formativi di accrescimento delle professionalità dei lavoratori.
In cosa consiste l’agevolazione?
Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il 60% del costo della retribuzione dei lavoratori impegnati in formazione; tale percentuale è elevabile all’80% per i sistemi e le filiere formative e addirittura al 100% per i nuovi assunti con contratto di apprendistato di terzo livello e per i disoccupati da almeno 12 mesi . Oltre all’agevolazione appena citata sulla retribuzione è previsto anche il rimborso del 100% dei contributi previdenziali e assistenziali correlati alle ore destinate alla formazione.
Quali caratteristiche sono richieste ai progetti?
I progetti formativi per essere ammessi ad agevolazione devono prevedere la stipula di accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro ed essere finalizzati al miglioramento delle competenze e delle specializzazioni del personale negli ambiti ecologico e digitale.
I progetti devono evidenziare: il patrimonio di competenze possedute dal lavoratore e le modalità di personalizzazione dei percorsi di apprendimento.
Quali caratteristiche devono avere gli accordi collettivi?
Indispensabile ai fini della partecipazione è la stipula di un accordo di rimodulazione dell’orario di lavoro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori che identifichi: il numero dei lavoratori coinvolti, il numero di ore di formazione (comprese fra le 30 e le 150 ore per lavoratore), il periodo entro il quale realizzare le attività formative, i processi che hanno reso necessario l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori a seguito della transizione digitale ed ecologica e il progetto formativo.
Gli accordi collettivi devono specificare i processi che hanno reso necessario l’aggiornamento delle competenze a seguito della transizione digitale ed ecologica.
I processi devono prevedere innovazioni organizzative, di processo e di prodotto che intervengono nei seguenti ambiti:
a) sistemi tecnologici e digitali;
b) introduzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale;
e) sostenibilità ed impatto ambientale;
d) economia circolare;
e) transizione ecologica;
f) efficientamento energetico;
g) welfare aziendale e benessere organizzativo.
È necessario il coinvolgimento di un Ente formativo accreditato per la certificazione delle competenze in entrata e in uscita dal percorso formativo
Quando presentare domanda?
Le domande potranno essere presentate a partire dal 10 febbraio 2025 e fino al 10 aprile 2025 sula piattaforma di servizi online MyANPAL.
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