L’Intelligenza Artificiale non è più soltanto uno strumento per automatizzare le attività interne. Può diventare una leva concreta per aiutare le imprese italiane a conoscere nuovi mercati, acquisire clienti esteri e rendere più efficiente la propria strategia di internazionalizzazione.

La Circolare SIMEST n. 4/394/2023, aggiornata il 30 luglio 2026, rafforza questo legame introducendo condizioni specifiche per le imprese che intendono investire nell’AI e nel Quantum Computing attraverso lo strumento “Transizione Digitale & Ecologica”.

Perché l’AI può favorire l’internazionalizzazione

L’Intelligenza Artificiale può supportare le imprese in numerose attività legate allo sviluppo sui mercati esteri:

  • analisi dei mercati e individuazione dei Paesi più promettenti;
  • ricerca e profilazione di clienti e distributori;
  • previsione della domanda;
  • personalizzazione delle offerte commerciali;
  • traduzione e adattamento dei contenuti;
  • automazione delle attività di marketing e assistenza;
  • gestione più efficiente di dati, ordini e relazioni commerciali.

L’AI non sostituisce una strategia export ben costruita, ma consente di prendere decisioni più rapide e basate sui dati.

Cosa prevede la nuova circolare

La misura finanzia investimenti destinati alla digitalizzazione, alla transizione ecologica e al rafforzamento patrimoniale, purché funzionali alla competitività internazionale dell’impresa.

Per accedere alle condizioni dedicate all’Intelligenza Artificiale, l’impresa deve impegnarsi a destinare il 100% dell’intervento agevolativo a spese riconducibili all’AI o al Quantum Computing. Deve inoltre possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • fatturato estero pari ad almeno il 3% dell’ultimo esercizio;
  • almeno il 10% del fatturato complessivo realizzato verso imprese italiane clienti esportatrici, ciascuna con un fatturato estero non inferiore al 3%.

Quali investimenti possono essere finanziati

La circolare comprende un elenco particolarmente ampio di spese: servizi cloud, capacità di calcolo, licenze di piattaforme AI, API di modelli, automazione intelligente, sviluppo di soluzioni personalizzate, integrazione con ERP e CRM, acquisizione e gestione dei dati, formazione del personale, inserimento temporaneo di figure specialistiche, certificazioni, tutela della proprietà intellettuale e attività di conformità all’AI Act.

Le imprese che destinano tutte le risorse a questi investimenti possono inoltre beneficiare di condizioni rafforzate, tra cui un anticipo del 50%, la possibilità di estendere di due anni il periodo di rimborso e, in presenza delle condizioni previste, una quota di cofinanziamento a fondo perduto.

La vera opportunità consiste quindi nel trasformare un investimento tecnologico in un progetto di crescita internazionale. Prima di presentare la domanda è però essenziale verificare i requisiti export, definire con precisione le applicazioni dell’AI e costruire un piano di spesa coerente e documentabile.