Il fondo 394/81 agevola anche le spese incluse nel patrimonio aziendale.
La linea “Transizione digitale ed ecologica” è stata introdotta tra gli strumenti di Simest nel luglio 2023 ed ha l’obiettivo di sostenere le imprese che vogliano investire in tecnologie innovative per la digitalizzazione o per adottare pratiche ecologiche e più sostenibili. Interessante è il fatto che lo strumento agevoli anche gli investimenti per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso agevolato (0,51%) in regime “de minimis” abbinato alla possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto del 10% dell’importo richiesto in casi specifici.
Come anticipato verranno agevolati gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità, pertanto tra le spese ammissibili troviamo:
-spese per la transizione digitale: integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali, realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale, investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali, consulenze in ambito digitale, disaster recovery e business continuity, blockchain e spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0.
– spese per la transizione ecologica: spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale (anche in Italia) e spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento.
Fino al 50% dell’investimento potrà essere destinato al rafforzamento patrimoniale dell’impresa e quindi in tutte quelle spese da includere nel patrimonio aziendale. Questa percentuale è elevabile al 70%in caso di incremento dei costi energetici, all’80% per le imprese con interessi diretti nei Balcani e al 90% per le imprese localizzate nei territori colpiti dall’alluvione.
Potranno essere ammesse a finanziamento anche le spese di consulenza finalizzate alla presentazione gestione della richiesta di agevolazione fino al ad un massimo del 5% dell’importo deliberato.
A beneficiare della misura potranno essere le imprese esportatrici di qualunque dimensione con fatturato estero del 10% e che abbiano depositato almeno due bilanci oppure le PMI produttive con fatturato estero pari almeno al 3% dell’ultimo bilancio e che facciano parte di una filiera produttiva di almeno 2 imprese.
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