Al via la nuova edizione dell’Avviso pubblico ISI 2025, l’iniziativa dell’Inail che punta a rafforzare la sicurezza sul lavoro in Italia attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto. Tra le diverse linee di finanziamento, porremo particolare attenzione all’Asse 1.2, dedicato specificamente ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, un pilastro fondamentale per le aziende che intendono coniugare etica produttiva e prevenzione dei rischi.

Di cosa parliamo

  • Un contributo dell’80% per la cultura della prevenzione
  • Cosa finanzia il bando: dal Modello 231 alla certificazione ISO 45001
  • Il “Double Shield”: Protezione penale e prevenzione
  • La procedura: punteggi e scadenze
  • Esclusioni e requisiti

Un contributo dell'80% per la cultura della prevenzione

La peculiarità dell’Asse 1.2 riguarda l’intensità del sostegno: a differenza di altri assi che ottengono una copertura dei costi al 65%, per i modelli organizzativi l’Inail eroga un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili. L’agevolazione può oscillare tra un minimo di 5.000 euro e un massimo erogabile di 130.000 euro per progetto. Un’attenzione particolare è rivolta alle micro e piccole imprese fino a 50 dipendenti, per le quali non è previsto alcun limite minimo di finanziamento, rendendo l’agevolazione accessibile anche alle realtà più snelle.

Cosa finanzia il bando: dal Modello 231 alla certificazione ISO 45001

Il bando non si limita a finanziare semplici adempimenti burocratici, ma punta all’eccellenza gestionale. Sono ammissibili quattro tipologie principali di intervento:

  1. L’adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza (SGSL) certificato UNI EN ISO 45001:2023.
  2. Sistemi di gestione di settore basati su accordi Inail-Parti Sociali.
  3. Modelli organizzativi conformi all’art. 30 del d.lgs. 81/2008 asseverati.
  4. Procedure semplificate per le micro e piccole imprese (non asseverate).

Le spese coperte includono le consulenze professionali per l’analisi dei rischi, la mappatura dei processi, la stesura dei protocolli e le attività di audit.

È importante sottolineare che, all’interno di questo specifico asse, non sono finanziabili investimenti materiali o acquisti di macchinari.

Il "Double Shield": Protezione penale e prevenzione

L’adozione di un Modello Organizzativo (MOG 231) non rappresenta solo un miglioramento della sicurezza, ma funge da vero e proprio scudo legale. L’integrazione tra lo standard ISO 45001 e il d.lgs. 231/2001 permette alle imprese di godere della presunzione di conformità, esonerando l’ente dalla responsabilità amministrativa per reati legati a infortuni gravi o omicidio colposo. Oltre alla tutela giuridica, le aziende possono ottenere benefici economici tangibili, come la riduzione della frequenza degli infortuni (stimata al 27% nelle aziende certificate) e l’accesso a ulteriori sgravi sui premi assicurativi Inail.

La procedura: punteggi e scadenze

L’accesso ai fondi segue un iter rigoroso basato su una procedura valutativa a sportello. Le imprese devono prima raggiungere una soglia minima di 130 punti, calcolata in base a parametri quali la dimensione aziendale (ULA), il tasso di tariffa assicurativa e la condivisione del progetto con le parti sociali o i rappresentanti dei lavoratori (RLS/RLST).

Una volta superata la fase di compilazione online, procedura che sarà aperta dal 13 aprile 2026 al 28 maggio 2026, le domande dovranno affrontare la sfida dello sportello informatico (click-day). Le imprese che si collocheranno in posizione utile negli elenchi cronologici dovranno poi completare la domanda caricando la documentazione necessaria, tra cui il fondamentale Patto di integrità, volto a garantire la massima trasparenza nel rapporto con la pubblica amministrazione.

Esclusioni e requisiti

Il bando è aperto a quasi tutte le imprese, ma con limitazioni chiare: sono escluse le aziende che hanno già adottato un SGSL o un MOG nei tre anni precedenti, così come quelle senza dipendenti o che annoverano tra i lavoratori esclusivamente i soci o il titolare. Inoltre, è richiesto il mantenimento del modello organizzativo o della certificazione per almeno tre anni dalla rendicontazione finale.

 

Per le imprese italiane, l’Avviso ISI 2025 rappresenta un’opportunità strategica non solo per ridurre i costi legati agli infortuni, ma per elevare la propria compliance etica e competitività sul mercato.