Novità del Fondo 394/81: una linea per la transizione digitale e ecologica

Anche Simest attraverso il fondo 394/81 rafforza gli strumenti dedicati alla Transizione Digitale ed Ecologica, nell’ottica di migliorare la competitività delle imprese e delle filiere produttive italiane sui mercati esteri anche con investimenti utili al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

A chi si rivolge?

La misura è rivolta alle imprese con sede legale e operativa in Italia, con almeno due bilanci depositati e che alla data di presentazione della domanda soddisfino alternativamente uno dei seguenti requisiti:

  • avere un Fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo Bilancio;
  • essere una PMI produttiva con un Fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo Bilancio, in una filiera produttiva di almeno 3 imprese con clienti consolidati da contratti di fornitura.

Cosa offre?

A copertura dell’investimento la misura concede un finanziamento a tasso agevolato a cui, sulla base di requisiti specifici, è possibile aggiungere una quota di contributo a fondo perduto.

Il contributo è richiedibile fino al 10%, su un finanziamento di un importo minimo di € 10.000,00 e massimo pari al minore tra:

  • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci;
  • il seguente valore in base alla dimensione d’impresa:
    • Micro Impresa: massimo € 500.000,
    • PMI e PMI innovative: massimo € 2.500.000,
    • Altre imprese: € 5.000.000.

Quali spese agevola?

Il bando indica 5 tipologie di spese ammissibili:

  1. SPESE PER LA TRANSIZIONE DIGITALE. Possono essere realizzate, anche in Italia, integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali, realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale, investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali, consulenze in ambito digitale, disaster recovery e business continuity, blockchain, spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0;
  2. SPESE PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA. Quali spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia e spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento;
  3. ULTERIORI INVESTIMENTI VOLTI AL RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE;
  4. CONSULENZE professionali per la verifica della conformità alle normative ambientali nazionali;
  5. Sono ammesse ad agevolazione anche le spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della domanda di accesso al finanziamento per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a € 100.000.

Il piano dei costi deve comprendere per il 50% spese delle voci 1 e 2 e fino al 50% delle altre spese. A specifiche condizioni, la quota destinata a ulteriori investimenti per il rafforzamento patrimoniale potrà essere elevata fino al 90%.

Tutte le spese dovranno transitare esclusivamente su un Conto corrente dedicato e con indicazione del CUP assegnato.