Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato un’iniziativa strategica per rafforzare la sicurezza informatica e l’adozione di tecnologie cloud nel tessuto produttivo italiano. Il bando, con una dotazione finanziaria di 150 milioni di euro, punta a sostenere l’acquisizione di soluzioni tecnologiche nuove, aggiuntive o più avanzate rispetto a quelle già in uso.

 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili ed è rivolto a PMI e lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale. Requisito fondamentale per accedere è il possesso di un contratto di connettività con velocità di download di almeno 30 Mbps.

Il voucher copre le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi cloud legati a cybersecurity, cloud computing e servizi professionali.

Perchè il fornitore è il cuore della misura.

Un elemento distintivo e fondamentale di questo bando è il regime di qualificazione dei fornitori. Per garantire che le risorse pubbliche finanzino soluzioni realmente sicure e di alta qualità, il Ministero ha stabilito che i beneficiari possano rivolgersi esclusivamente a operatori iscritti in un apposito elenco ufficiale.

L’iscrizione a questo elenco non è una semplice formalità, ma rappresenta una certificazione di competenza e affidabilità. Affidarsi a fornitori iscritti garantisce alle imprese di collaborare con partner che hanno superato un rigoroso vaglio tecnico.

 

Per essere abilitati, i fornitori devono dimostrare il possesso di standard tecnici elevati, differenziati in base alla tipologia di servizio offerto:

  1. Qualifica ACN (QC1): Sono considerati idonei di diritto i fornitori i cui servizi cloud hanno già ottenuto la qualifica di livello 1 (QC1) dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, lo standard richiesto per operare con la Pubblica Amministrazione.
  2. Certificazioni Internazionali ISO e CSA: Per i fornitori privati che non operano con la PA, l’ammissibilità è vincolata al possesso di certificazioni riconosciute a livello globale che attestano la qualità dei processi e la protezione dei dati. Nello specifico:
    • Cybersecurity (Hardware e Software): Obbligo di certificazione ISO 9001 (gestione qualità) e ISO/IEC 27001 (sicurezza delle informazioni).
    • Servizi Cloud (IaaS, PaaS, SaaS): Oltre alle ISO 9001 e 27001, è richiesta l’estensione ISO/IEC 27017 (sicurezza specifica per il cloud) o la certificazione CSA STAR Level 2.
    • Servizi Professionali: Anche per le attività di configurazione e supporto è necessario il binomio ISO 9001 e ISO/IEC 27001.

È importante sottolineare che la mancata iscrizione del fornitore nell’elenco ministeriale rende la spesa automaticamente non ammissibile, portando al rigetto della domanda di voucher.

 

La scelta di partner competenti e certificati assicura che l’investimento non si limiti a un mero acquisto tecnologico, ma si traduca in un reale upgrade della postura di sicurezza dell’impresa, protetta da standard internazionali verificati.

 

I fornitori hanno tempo fino al 7 maggio 2026 per richiedere l’iscrizione. Solo una volta consolidato l’elenco dei partner qualificati, il Ministero aprirà i termini per la presentazione delle domande da parte di imprese e professionisti.