Il contesto

La consapevolezza che le risorse del pianeta non sono infinite porta ad attribuire sempre più importanza e sensibilità al tema della sostenibilità e, per estensione, ai criteri ESG. L’acronimo, che si è pienamente affermato nell’ambito della finanza sostenibile, sta per «Environmental, Social e Governance» e fa riferimento a un metro di valutazione utile a determinare l’impatto ambientale, sociale e di governance delle imprese.

In questo contesto, elemento rilevante è la certificazione della parità di genere, che va a toccare sia il criterio Social (parametri che ambiscono a rilevare, ad esempio, il rispetto dei diritti civili e lavorativi da parte di un’impresa, il mantenimento di uno standard di lavoro adeguato, l’osservanza delle leggi relative al campo dell’uguaglianza) sia il criterio Governance (parametri che mettono sotto la lente d’ingrandimento, ad esempio, le strategie di retribuzione, il rispetto della meritocrazia, la qualità e diversità del consiglio di amministrazione).

Sebbene non obbligatoria, la certificazione UNI/PdR 125:2022 può rappresentare un valido strumento per migliorare la propria reputazione e attrattività dei talenti.

Cos'è?

La certificazione per la parità di genere è una policy volta a ridurre il divario di genere in tutte le aree maggiormente critiche per la crescita professionale delle donne.

Cosa offre?

Sgravi contributivi, punteggi premiali per le proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti, riduzioni della garanzia fideiussoria e criteri premiali nella valutazione delle offerte. Queste le agevolazioni offerte dalla certificazione per la parità di genere, che vuole promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro.

Chi può richiederla?

La certificazione per la parità di genere può essere richiesta da qualsiasi organizzazione (enti pubblici, aziende private, organizzazioni no-profit e istituzioni governative) che intenda dimostrare il proprio impegno verso l’uguaglianza di genere.

Come ottenerla?

Come anticipato la certificazione non è obbligatoria e avviene quindi su base volontaria. Il sistema di verifica prevede un insieme di indicatori prestazionali, sia qualitativi che quantitativi, relativi a sei aree di osservazione:

  • Cultura e strategia;
  • Governance;
  • Processi Human Resources;
  • Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda;
  • Equità remunerativa;
  • Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Una volta verificato il livello di maturità iniziale dell’azienda, viene misurato il miglioramento nel tempo della stessa attraverso un’informativa aziendale annuale che deve riflettere il grado di adeguamento dell’organizzazione alla prassi.

Il bando

Regione Lombardia sostiene le micro, piccole e medie imprese nel percorso di ottenimento della certificazione attraverso il bando “Verso la certificazione per la parità di genere”.

Il bando, aperto da febbraio 2023 fino ad esaurimento della dotazione o al 13/12/2024, mette a disposizione delle imprese € 10.000.000,00 sottoforma di voucher a fondo perduto e su due linee di finanziamento:

  • Linea A – Servizi consulenziali di accompagnamento alla certificazione (per esempio: analisi organizzativa e dei processi interni aziendali, individuazione dei gap esistenti per l’ottenimento della certificazione, supporto per la stesura del piano strategico di azione ecc.)
  • Linea B – Servizi di certificazione della parità di genere.

I contributi previsti per la Linea A potranno essere richiesti solo da coloro che avranno richiesto il contributo per la Linea B e, in ogni caso, saranno riconosciuti esclusivamente ai beneficiari che avranno ottenuto la certificazione della parità di genere.

Ogni impresa potrà ottenere un voucher contributo a fondo perduto del valore fino all’80% delle spese ammissibili ed entro i seguenti limiti:

Le attività ammissibili dovranno essere realizzate, fatturate e sostenute successivamente alla data di concessione del finanziamento