Nel panorama economico attuale, la sostenibilità è diventata un fattore determinante per la resilienza e la competitività sul mercato globale. Regione Lombardia, confermando il suo ruolo di guida nell’innovazione industriale, ha recentemente dato il via a una misura ambiziosa: il bando “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde”.

Con una dotazione finanziaria imponente di quasi 20 milioni di euro, la misura ha un obiettivo chiaro: accompagnare le piccole e medie imprese della regione in un percorso di trasformazione che superi il vecchio modello lineare “estrai-produci-getta” a favore di sistemi produttivi circolari, capaci di rigenerare valore.

A chi si rivolge l'agevolazione?

Il bando è specificamente disegnato per le Micro, Piccole e Medie Imprese che hanno (o intendono aprire) una sede operativa in Lombardia. Per partecipare, le aziende devono essere attive e iscritte al Registro delle Imprese da almeno un anno. Sono ammessi quasi tutti i settori, con le consuete esclusioni per le attività finanziarie, assicurative e la produzione primaria.

Cosa finanzia lo strumento?

La vera particolarità di questa misura risiede nella sua struttura. Non si tratta di un semplice incentivo per l’acquisto di un singolo macchinario, ma di un progetto unitario obbligatorio diviso in due fasi sequenziali:

  1. Fase A – Studio Ambientale Propedeutico: Uno studio di consulenza tecnica (che può includere audit energetici e analisi LCA) finalizzato a mappare i flussi di materia ed energia, individuando le criticità e definendo le soluzioni tecniche per rendere il ciclo produttivo più sostenibile.
  2. Fase B – Intervento di Economia Circolare: La messa a terra pratica dei risultati dello studio. L’azienda può scegliere tra due strade alternative:
    • B1. Investimento Produttivo: acquisto di beni strumentali per installare nuovi impianti o diversificare la produzione.
    • B2. Innovazione di Processo o dell’Organizzazione: implementazione di nuovi metodi per il design dei prodotti (eco-design), il monitoraggio digitale o la tracciabilità delle materie prime seconde.

L’importo minimo dell’intervento deve essere pari a 50.000 euro.

Quali spese sono agevolabili?

Il bando copre un ampio spettro di investimenti tecnologici e consulenziali. Tra le voci principali troviamo:

  • Macchinari e impianti per il riciclo, il riutilizzo di scarti e il risparmio idrico o energetico.
  • Sistemi hardware e sensori per il monitoraggio continuo delle performance ambientali e delle emissioni.
  • Software specialistici per la tracciabilità dei flussi di materiali lungo tutta la filiera.
  • Brevetti e licenze necessari alla produzione di nuovi articoli sostenibili.
  • Opere edili-murarie (entro limiti precisi) se strettamente collegate all’installazione dei nuovi macchinari.
  • Spese generali, riconosciute forfettariamente al 7% in regime de minimis.

In cosa consiste l’agevolazione?

Le imprese hanno la flessibilità di scegliere tra due regimi di aiuto, a seconda della dimensione del progetto e della propria disponibilità nel plafond degli aiuti di Stato:

  • Regime de minimis: È l’opzione più semplice per progetti di media entità. Prevede un contributo a fondo perduto del 60% delle spese ammissibili. Il tetto massimo è di 40.000 euro per lo studio ambientale e di 260.000 euro per l’intervento (per un totale di 300.000 euro per impresa).
  • Regime GBER (Esenzione): Ideale per investimenti più grandi. Per gli investimenti produttivi (B1), l’intensità è del 20% per le piccole imprese e del 10% per le medie, con un contributo massimo che può arrivare a 1 milione di euro (o 5 milioni in caso di progetti in aggregazione). Per i progetti di innovazione (B2), l’intensità sale al 50%.

Come verranno selezionati i progetti?

La procedura di selezione è di tipo valutativo a sportello. I progetti dovranno superare una soglia minima di qualità tecnica.

I criteri di valutazione includono:

  • Qualità dell’operazione (0-30 punti): coerenza del progetto e grado di innovazione.
  • Capacità di generare circolarità (0-20 punti): quanto l’intervento estende il ciclo di vita dei prodotti o valorizza gli scarti.
  • Sostenibilità ambientale (0-30 punti): riduzione effettiva di emissioni e rifiuti.
  • Impatto sul mercato (0-20 punti): valore aggiunto rispetto al settore di riferimento.

Quando presentare domanda?

Le domande devono essere inviate esclusivamente in modalità telematica tramite il portale “Bandi e Servizi” di Regione Lombardia. La definizione del bando attuativo, con le date precise di apertura dello sportello, è attesa entro 90 giorni dall’approvazione dei criteri (avvenuta il 20 luglio 2026).

Conclusioni.

Questa agevolazione rappresenta un’occasione imperdibile per finanziare non solo l’acquisto di tecnologia, ma anche il pensiero strategico necessario a utilizzarla al meglio. La fase dello studio ambientale propedeutico, infatti, garantisce che l’investimento successivo sia mirato e realmente efficace per le esigenze specifiche di ogni PMI.

In un mercato che premia sempre più la trasparenza e la bassa impronta ecologica, trasformare i propri scarti in risorse non è solo un atto di responsabilità ambientale, ma una mossa finanziaria intelligente per ridurre i costi operativi e attrarre nuovi clienti sensibili al tema del “green”.