Il panorama degli incentivi agli investimenti in chiave Industria 4.0 si sta rivoluzionando: i crediti d’imposta, pilastri della fase Transizione 4.0/5.0, stanno cedendo il passo a un nuovo regime di maxi-ammortamenti, ovvero all’iperammortamento, una misura già nota e prevista dalla Legge di Bilancio 2017. Questo ritorno è destinato a ridisegnare la pianificazione fiscale e finanziaria delle imprese, portando con sé opportunità e criticità.

Ecco cosa sta succedendo nella costruzione del nuovo Iperammortamento e quali sfide attendono le aziende.

1. Platea più ristretta: un incentivo per chi è in utile

Il cambiamento più significativo rispetto ai precedenti crediti d’imposta riguarda la platea dei soggetti beneficiari. L’iperammortamento, operando come una maggiorazione deducibile del costo del bene a fini fiscali, produce un beneficio solo se l’impresa ha una base imponibile positiva (utile) da abbattere e viene diluito per tutti il periodo di ammortamento del bene.

2. Made in UE e i nuovi allegati

Il nuovo impianto normativo si basa sugli Allegati A e B della Legge di Bilancio 2017 per i quali si sta lavorando a una revisione che includa nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale (AI) e la cybersecurity. Tuttavia, sono emersi elementi di complessità pratica:

  • Clausola “Made in UE”: È stata studiata la possibilità di limitare l’incentivo ai beni strumentali prodotti in stabilimenti collocati nell’Unione europea. Sebbene questa previsione sia stata espunta dalla prima bozza del Ddl, si sta valutando di recuperare tale principio in sede parlamentare. L’introduzione di un vincolo di produzione “Made in Eu” genera in pratica problemi complessi, specialmente in settori come gli impianti fotovoltaici per l’autoconsumo.

 

  • Ammissione di nuove voci: Il nuovo regime amplia l’ambito oggettivo includendo investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Questa inclusione, sebbene positiva, è controbilanciata dall’introduzione di nuovi, stringenti paletti tecnici e geografici, che di fatto comportano un grande taglio nella platea dei beni ammissibili. L’agevolazione per gli impianti fotovoltaici è ora riservata ai soli impianti prodotti nell’Unione Europea e che rispettino elevati standard di efficienza, variabili a seconda della tipologia di celle. Questa restrizione, che predilige pannelli ad altissima efficienza e di origine comunitaria, comporta un forte ridimensionamento dell’incentivo per il settore rispetto alla misura Transizione 5.0.

3. Meno attrattività per investimenti green

Un tema importante è l’eliminazione della maggiorazione per l’efficientamento energetico, che da un lato semplifica la burocrazia bypassando l’onere di dimostrare l’ottenimento della riduzione dei consumi ex post ma dall’altro, rende la misura meno attrattiva per gli investimenti non direttamente legati all’efficienza certificata, risultando contro-tendenza rispetto alla spinta generale verso il “green”.

4. Tempi di attuazione e durata

L’intenzione di anticipare la parte attuativa attraverso emendamenti parlamentari pare vanificata: il mantenimento del requisito del decreto formale significa che l’impianto generale dell’agevolazione è ancora subordinato alla sua emanazione, il cui ritardo, storicamente, è uno dei principali fattori di incertezza nella fase iniziale delle misure di finanza agevolata, creando il rischio di un allungamento delle tempistiche di partenza a causa degli adempimenti burocratici interministeriali.

Per quanto riguarda la durata, il piano originario copriva solo gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2026 (con consegna entro giugno 2027). Tuttavia, si sta studiando attivamente la possibilità di un’estensione triennale che porterebbe la misura fino al 2028, un periodo che garantirebbe maggiore certezza e capacità di pianificazione alle imprese.

In sintesi, mentre il passaggio all’iperammortamento limiterà il beneficio alle sole aziende in utile, l’obiettivo è quello di incanalare gli investimenti verso beni ad alta tecnologia e sostenibilità energetica, garantendo un impatto sui conti pubblici spalmato su più anni. La battaglia sui dettagli tecnici e sulle tempistiche si sta ancora combattendo.